“Il motivo per cui il filmati pornografici vengono rimossi [da YouTube] non mi è chiaro, o meglio mi è chiaro ma contrasta con altre cose che succedono sul sito. Forse viene impedito lo sharing di porno perché è di cattivo gusto? perché contrasta con il senso del pudore comune alla nostra società? perché non è un forma di espressione? per proteggere i minori? (…) Che la riproduzione filmata del sesso non sia una forma d'espressione è tutto da vedere. Non sarà fra le più alte, ma non lo è nemmeno Buona Domenica.(…)so cos'è di cattivo gusto, cosa contrasta col senso del pudore della nostra società, cosa può anche essere una forma di espressione ma non è certo il caso di diffonderla, cosa ferisce la sensibilità dei minori e anche la mia: la violenza sui disabili, per dirne una.” (P.P)
Premetto che di porno non sono certo un’estimatrice (diciamo anzi che non me ne potrebbe fregare di meno) e concordo pienamente sul fatto che è infinitamente più “inappropriato”, per dirla con YouTube, un video che riprenda delle violenze su disabili. Considero più incivile questo di un filmato pornografico.
Ed è alla coscienza dei singoli che bisogna appellarsi, affinché siano i primi a denunciare la presenza di questi filmati in rete -- se con YouTube si sancisce il diritto a prendere parte attiva alla rete, diventando autori e registi, ritengo si debba parimenti affermare il diritto/dovere di costituirsi parte civile ed evitare che messaggi incivili si diffondano, in rete così come (e soprattutto)nella vita.
Insomma: se è vero che la TV la facciamo noi (al motto di broadcast yourself), credo che a noi spetti anche esserne responsabili.
P.S.: evito di entrare in ulterori dettagli e parlare della caduta dei valori che sembra ormai aver sommerso questa società, anche se non posso fare a meno di pensare che il bullismo è sempre esistito, non è che se lo siano inventato questi 4 ragazzini.. la differenza sta nel fatto che stavolta c’è di mezzo un filmato che gira in rete.
E non un commento non una riga su due ragazze portatrici di handicap sfruttate sessualmente per anni da più persone, notizia degli stessi giorni. Quanta ipocrisia.
"One man's vulgarity is another's lyric."
Justice John M. Harlan, Cohen v. California, 403 U.S. (1971)
Nessun commento:
Posta un commento