lunedì 27 novembre 2006

Blog

c’è chi sostiene che il proliferare di blog riduca il contatto umano e il rapporto sociale. Questione già emersa, anche prima del grande successo dei blog, in merito all’ affair rete (web). Resta da chiarire se il mezzo attraverso il quale si manifesta questa forte ed innegabile crisi dei rapporti umani sia o meno lo strumento blog, rispetto a chat , messenger o skype.

Queste ultime, rispetto ad un blog, consentono un rapporto più diretto, un botta e risposta, che però elimina le passioni e i contrasti del rapporto vecchia maniera, soddisfacendo solo in parte lo scopo cui è diretto il rapporto e rendendolo appagante solo in maniera spenta.

Consideriamo l’uso del blog come libera e spontanea forma di comunicazione, cui chiunque (purché dotato di PC e connessione Internet --- vedi digital divide) può avere accesso.Uno strumento da gestire autonomamente e in cui vengono riversati i contenuti che più ci aggradano, lasciando tuttavia uno spiraglio a contributi esterni. C’è chi sostiene che qui il commento non si ponga come contraltare al messaggio del blogger ma semplicemente assolva la funzione delle "vecchie" lettere al direttore dei giornali; ne deriva quindi come questi commenti possano o meno assumere una qualche importanza o essere considerati opinioni di “dignità” pari a quelle del blogger . Ovvero, andando a definire la funzione del blog per chi lo pubblica: nel caso svolga la mera funzione di diario personale, poco contano le altrui opinioni; nel caso si costituisca come “luogo d’incontro” allora ogni commento è benaccetto. La scelta diventa quindi editoriale.

Per concludere i blog non contano, contano le persone che li fanno e chi li frequenta.

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